Guida 2026
Opzione donna 2026: chi può uscire prima e con quale assegno
Opzione donna era un'uscita anticipata riservata alle lavoratrici che si trovavano in specifiche condizioni. Non è più possibile maturarla dal 2025 in poi: chi non aveva già i requisiti entro il 31 dicembre 2024 deve passare da altre vie d'uscita. Vediamo chi può ancora usarla e quanto cambia, con i numeri.
Chi poteva accedere (requisiti maturati entro il 31/12/2024)
- Caregiver. Chi assiste da almeno sei mesi un familiare convivente con disabilità grave (art. 3, comma 3, legge 104).
- Invalidità civile. Lavoratrici con una riduzione della capacità lavorativa almeno del 74%.
- Licenziate o aziende in crisi. Chi è stata licenziata o lavora in imprese con tavolo di crisi aperto.
In tutti i casi servivano 35 anni di contributi e l'età richiesta (attorno ai 61 anni, ridotta di un anno per figlio, fino a due), maturati entro il 31 dicembre 2024. Chi li aveva già può ancora presentare domanda oggi; chi non li aveva non può più rientrarci.
Quanto cambia l'assegno
Prendiamo una lavoratrice dipendente che a 61 anni ha 35 anni di contributi (interamente nel sistema contributivo). Ecco il confronto tra Opzione donna e la pensione di vecchiaia:
- Opzione donna a 61 anni
- 1.242 €/mese
- Vecchiaia a 67 anni
- 1.751 €/mese
- Differenza per 6 anni di anticipo
- −509 €/mese
Importi lordi stimati in euro di oggi, sul profilo d'esempio, con un modello semplificato del montante.
Chiusa ai nuovi ingressi dal 2025
Opzione donna è stata riproposta e ritoccata più volte dalle leggi di bilancio, restringendo ogni anno la platea. La legge di Bilancio 2026 non l'ha rinnovata: chi non aveva ancora i requisiti al 31 dicembre 2024 non può più maturarla. Chi li aveva già maturati resta titolare del diritto e può presentare domanda quando vuole, anche adesso. Se rientri in questo caso, verifica comunque con l'INPS il calcolo ufficiale.
Domande frequenti
- Opzione donna esiste ancora nel 2026?
- No, non per chi matura i requisiti da oggi in poi: la legge di Bilancio 2026 non l'ha prorogata, dopo che già la 2025 l'aveva ristretta parecchio. Resta accessibile solo a chi aveva già almeno 61 anni (ridotti per figli) e 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2024, in una delle categorie tutelate: questa platea può ancora presentare domanda nel 2026 o negli anni successivi, anche se non l'ha già fatto.
- Chi poteva accedere a Opzione donna?
- Le lavoratrici che, oltre a 35 anni di contributi e a un requisito d'età (attorno ai 61 anni, ridotto di un anno per figlio fino a un massimo di due) maturati entro il 31 dicembre 2024, rientravano in una delle categorie tutelate: caregiver di un familiare convivente con disabilità grave, invalidità civile almeno del 74%, oppure licenziate o dipendenti di aziende in crisi.
- Quanto si perde con Opzione donna?
- L'assegno viene calcolato interamente con il sistema contributivo e l'uscita anticipata riduce contributi e coefficiente. Nell'esempio la pensione lorda passa da circa 1.751 € al mese (vecchiaia a 67 anni) a circa 1.242 € con Opzione donna a 61 anni: circa 509 € in meno al mese, per 6 anni di anticipo.
- L'età di Opzione donna cambiava in base ai figli?
- Sì: il requisito d'età base si riduceva di un anno per ogni figlio, fino a un massimo di due anni. Vale solo per chi aveva già maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2024: per chi non li aveva ancora, questi dettagli non contano più, perché la misura non è più aperta a nuovi ingressi.
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Stima indicativa a scopo informativo, senza valore certificativo. Non sostituisce i calcoli ufficiali di INPS né la consulenza di un professionista abilitato. Parametri di calcolo riferiti al 2026; per i requisiti di accesso ogni sezione indica l'anno.