Guida
Pensione dei lavoratori autonomi: perché l'assegno è più basso
Stesso reddito, stessa carriera, stessa età di uscita: eppure la pensione di un lavoratore autonomo è più bassa di quella di un dipendente. La differenza sta in un numero solo, l'aliquota di computo: la quota di reddito che ogni anno viene accantonata nel montante contributivo.
Il confronto, a parità di tutto il resto
Stesso profilo d'esempio (40 anni, 15 di contributi già versati, reddito di 30.000 € l'anno, uscita a 67 anni): cambia solo la categoria.
- Dipendente (computo 33%)
- 1.794 €/mese
- Autonomo (computo 24%)
- 1.305 €/mese
Differenza: 489 € al mese, ogni mese, per tutta la pensione. È l'effetto composto di un'aliquota più bassa applicata a ogni singolo anno di carriera.
Vale per artigiani (24%) e, in pratica, anche per i commercianti (24,48%, con lo 0,48% aggiuntivo per l'indennizzo di cessazione attività che non entra nel montante pensionistico). Chi è iscritto alla gestione separata sta messo diversamente: 33% i collaboratori, 25% i professionisti con partita IVA senza altra cassa (circolare INPS n. 8/2026). Valori stimati in euro di oggi.
Cosa significa in pratica
Il tasso di sostituzione di un autonomo è strutturalmente più basso: se un dipendente ritrova in pensione il 60-70% dell'ultimo reddito, un autonomo con la stessa storia si ferma molto più in basso. Per questo, per chi lavora in proprio, tre scelte pesano più che per chiunque altro: non lasciare buchi contributivi, valutare di uscire più tardi e considerare per tempo una pensione integrativa.
Domande frequenti
- Come si calcola la pensione dei lavoratori autonomi?
- Con lo stesso metodo contributivo dei dipendenti: reddito × aliquota di computo × anni di contributi = montante, che alla pensione viene trasformato in assegno con il coefficiente dell'età. Cambia solo l'aliquota: 24% per gli autonomi contro 33% per i dipendenti.
- Perché la pensione degli autonomi è più bassa?
- Perché ogni anno viene accantonata una quota di reddito minore: il 24% invece del 33%. In compenso i contributi versati ogni anno costano meno. Nell'esempio, a parità di reddito, l'assegno dell'autonomo è circa il 73% di quello del dipendente.
- Come può un autonomo aumentare la pensione futura?
- Le leve principali sono uscire più tardi (più anni versati e coefficiente più alto), evitare buchi contributivi e affiancare una previdenza complementare, che per gli autonomi pesa di più proprio perché la pensione pubblica sostituisce una quota minore del reddito.
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Stima indicativa a scopo informativo, senza valore certificativo. Non sostituisce i calcoli ufficiali di INPS né la consulenza di un professionista abilitato. Parametri di calcolo riferiti al 2026; per i requisiti di accesso ogni sezione indica l'anno.