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Coefficienti di trasformazione 2025-2026: la tabella e quanto pesano

Nel sistema contributivo il montante accumulato si trasforma in pensione moltiplicandolo per un coefficiente di trasformazione legato all'età di uscita. È il numero che premia chi esce più tardi: più alto è, più alta è la rendita a parità di contributi.

La tabella completa (2025-2026)

Coefficiente per ogni età di uscita, da 57 a 71 anni. Evidenziata l'età di riferimento della pensione di vecchiaia.

Età di uscitaCoefficiente
57 anni4,204%
58 anni4,308%
59 anni4,419%
60 anni4,536%
61 anni4,661%
62 anni4,795%
63 anni4,936%
64 anni5,088%
65 anni5,250%
66 anni5,423%
67 anni5,608%
68 anni5,808%
69 anni6,024%
70 anni6,258%
71 anni6,510%

Quanto pesa un anno in più

Prendiamo un lavoratore dipendente di 40 anni, 15 anni di contributi già versati, reddito di 30.000 € lordi l'anno, primo versamento nel 2010 (sistema contributivo), con un montante d'esempio di 415.800 €. Guardando solo il coefficiente (a parità di montante), ecco cosa cambia rimandando l'uscita di un anno:

Uscita a 67 anni (5,608%)
1.794 €/mese
Uscita a 68 anni (5,808%)
1.858 €/mese
Differenza per un anno
+64 €/mese

Effetto del solo coefficiente, a parità di montante. Lavorando davvero un anno in più si aggiungono anche nuovi contributi, quindi l'aumento effettivo è più alto.

Cosa cambia nel biennio 2027-2028

I coefficienti in vigore valgono per le pensioni con decorrenza fino al 31 dicembre 2026. Per il biennio 2027-2028 serve un nuovo decreto del Ministero del Lavoro insieme al MEF: quello del biennio in corso è del 20 novembre 2024, quindi il prossimo è atteso verso la fine del 2026. A oggi non è stato pubblicato, e chi ne diffonde già la tabella sta pubblicando stime.

La direzione però è prevedibile: la revisione segue l'aspettativa di vita, e finché questa cresce i coefficienti scendono. A parità di età e di montante, la pensione calcolata col nuovo decreto sarà leggermente più bassa. Nell'ultima revisione i coefficienti sono scesi di circa l'1,5-2,2% a parità di età.

Da non confondere con l'altra scadenza dello stesso biennio: l'aumento dell'età di uscita, che invece è già stato deciso. I requisiti 2027-2028 sono questi. Sono due meccanismi distinti che si muovono insieme: uno sposta quando puoi uscire, l'altro quanto prendi.

Domande frequenti

Cos'è il coefficiente di trasformazione?
È il fattore che trasforma il montante contributivo in pensione annua. Dipende dall'età di uscita: a 67 anni vale 5,608%. Più tardi si esce, più è alto, perché la pensione verrà pagata (statisticamente) per meno anni.
Quanto vale aspettare un anno in più?
A parità di montante, passare da 67 a 68 anni alza il coefficiente di circa 4%: nell'esempio la pensione lorda passa da 1.794 € a 1.858 € al mese. In più, lavorando un anno ancora si versano altri contributi, quindi l'aumento reale è maggiore.
Ogni quanto cambiano i coefficienti?
Vengono aggiornati periodicamente con decreto (di norma ogni due anni) per tenere conto della speranza di vita. Quelli in vigore valgono per il biennio 2025-2026: a parità di età, un aggiornamento che allunga l'aspettativa di vita tende ad abbassarli leggermente.

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Stima indicativa a scopo informativo, senza valore certificativo. Non sostituisce i calcoli ufficiali di INPS né la consulenza di un professionista abilitato. Parametri di calcolo riferiti al 2026; per i requisiti di accesso ogni sezione indica l'anno.